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Congedo paternità: novità 2019

9 dicembre 2018 in Speciali
Il congedo obbligatorio  retribuito per i padri  lavoratoriè  stato istituita dalla legge Fornero del 2012, per un solo giorno  e poi portato a due giorni dalla legge di stabilità 2015 per il 2016 e 2017. La stessa legge aveva anche istituito il congedo facoltativo  cui si ha diritto   in alternativa a uno dei giorni di congedo  materno,  su libera scelta dei genitori. 
Nel 2018  i giorni sono stati portati a 4, cui si aggiunge 1 giorno di astensione facoltativa .
Per i giorni di astensione  obbligatoria dal lavoro  per i padri lavoratori dipendenti godono della retribuzione piena, erogata dall'INPS,  e potranno anche essere effettuati in concomitanza con l’assenza della madre  e quindi  si aggiungono al congedo di  maternità.
I giorni di congedo paterno  possono essere utilizzati anche in forma non continuativa.
 
Riassumendo: 

CONGEDO  PATERNO RETRIBUITO 

figli nati o adottati nel 2017

figli nati o adottati nel 2018

congedo obbligatorio

(in aggiunta a quello materno)

2 giorni

4 giorni

congedo facoltativo

(in sostituzione di quello materno)

nessuno

1 giorno

 
Per utilizzarlo è sufficiente fare richiesta scritta all’azienda con almeno 15 giorni di anticipo sulla data presunta del parto.
Le  misure di congedo sia obbligatorio che facoltativo possono essere utilizzate per le nascite o adozioni che si verificano nel 2018.
Il beneficio  va utilizzato entro i cinque mesi successivi alla nascita o alla adozione o affidamento del bambino. I giorni possono essere utilizzati anche in forma non continuativa.
Per il congedo facoltativo di un giorno  va anche allegata  una dichiarazione della madre in cui rinuncia ad un giorno del suo congedo di maternità e la comunicazione va trasmessa anche al datore di lavoro della madre.
In caso di mancato utilizzo non ci sono sanzioni,  né per il padre né per il datore di lavoro.
Hanno diritto al congedo di paternità  anche i lavoratori in cassa integrazione e in mobilità. Sono esclusi i lavoratori dipendenti della pubblica amministrazione.

Se invece l’indennità di congedo paternità è pagata dall’Inps la domanda deve essere presentata per via telematica all’Inps  (direttamente online se si possiede il PIN dispositivo INPS accedendo all’area servizi online; in alternativa chiamando il numero verde 06.164.164 da cellulare o il numero verde 803.164 da rete fissa; in alternativa tramite patronato).

L’Istituto di previdenza provvede al versamento diretto per le  categorie seguenti: 

  • lavoratrici stagionali,
  • operaie agricole (salvo la facoltà di anticipazione dell’indennità, da parte del datore di lavoro, in favore delle operaie agricole a tempo indeterminato),
  • lavoratrici dello spettacolo saltuarie o a termine,
  • lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari (colf e badanti), lavoratrici disoccupate o sospese,
  • lavoratrici assicurate ex Ipsema e dipendenti da datori di lavoro che non optano per il pagamento delle indennità con il metodo del conguaglio.

Il pagamento diretto viene effettuato dall'Inps secondo la modalità scelta nella domanda presentata dagli interessati: bonifico presso un ufficio postale o accredito su conto corrente bancario o postale”. 

 

Le novità per il 2019

Per quanto riguarda il 2019  la bozza della legge di bilancio attualmente in discussione in Parlamento non aveva inizialmente previsto la proroga della misura istituita dalla Legge Fornero anche per le nascite e adozioni del nuovo anno.
In extremis è stato presentato e approvato in Commissione Bilancio il 4 dicembre 2018 un emendamento che finanzia  nuovamente la misura, ampliandola anzi a:
  • 5 giorni retribuiti e obbligatori +
  • 2 giorni facoltativi  da  utilizzare in alternativa al congedo materno .

Trattandosi di un emendamento della maggioranza si presume sarà approvato anche in Aula  e dovrebbe quindi essere altamente probabile la riconferma  di questa importante misura  che  sostiene la genitorialità, promuovendo una cultura di maggiore condivisione dei compiti di cura dei figli all'interno della coppia,

Legge Fornero e misure per l’infanzia

Il decreto ministeriale del 22 dicembre 2012 del Ministero del Lavoro e politiche sociali che introduceva per gli anni 2013-2015, un giorno di congedo obbligatorio e due di congedo facoltativo del padre, oltre a “forme di contributi economici alla madre, per favorire il rientro nel mondo del lavoro al termine del congedo” ha istituito un fondo per assicurare un contributo economico fino a 600 euro mensili alle madri lavoratrici dipendenti  per servizi di baby sitting o asilo nido pari a 300 euro mensili per un massimo di 6 mes (cd. voucher baby sitting) . I fondi complessivi ammontavano a 20milioni di euro annui per il triennio 2013-2015. Successivamente la misura è stata ampliata anche alle lavoratrici autonome.

Il contributo può essere richiesto dopo il congedo di maternità obbligatorio ed entro gli 11 mesi di congedo parentale. Attenzione però: il beneficio comporta la riduzione di altrettante mensilita' di congedo parentale.

Il voucher baby sitting è stato successivamente rifinanziato ed è  ancora attivo fino al 31.12.2018 .

 

Congedi obbligatori per i padri utilizzo in aumento

Le misure di congedo  per i padri in occasione della nascita o adozione dei figli sono stati un importante segnale anche se di portata limitata per  contributire a creare una diversa consabevolezza nella società riguarda la necessita di collaborazione  di entrambi i genitori nella cura dei figli. 
C'è stato un significativo incremento  nell'utilizzo che è passato, per il congedo facoltativo  dei dipendenti del settore privato, da circa  5mila del 2013 a piu di 9000 unità  nel 2016, mentre il congedo obbligatorio  è passato da piu di 50mila a 92.800 utilizzatori nel 2016.
In media i congedi sono utilizzati attualmente da circa il 50 per cento dei genitori,  con grandi differenze  nelle percentuali  delle diverse regioni italiane: piu del 50 % degli utilizzatori è concentrato in tre Regioni: Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

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