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Flat tax 2019 e nuova Irpef: proposte allo studio

2 ottobre 2018 in Speciali

Con la Nota di aggiornamento al Def, approvata nella notte di giovedì 27 settembre, tra i vari obiettivi di indirizzo del Governo gialloverde, sono state per la prima volta messe nero su bianco le caratteristiche della Flat Tax che realmente il governo ha intenzione di avviare per l’anno 2019.
Le prime voci di corridoio che avevano parlato di:

  • reddito familiare,
  • deduzioni standard proporzionali al numero dei componenti del nucleo familiare,
  • nonché dell’eliminazione dell’attuale sistema di detrazione (fatta eccezione per quanto riguarda la prima casa ed il risparmio energetico),

sono ad oggi concetti completamente esclusi dalla manovra finanziaria 2019. Ecco come sarà.

Come si calcolerà la Flat tax 2019?

La flat tax del 2019 riguarderà infatti le sole partite iva e in particolare tutte quelle ditte individuali e quei professionisti i cui ricavi siano inferiori a 65.000 euro. Sono infatti esclusi dalla Flat Tax i redditi che derivano dalle partecipazioni in società di persone. L’aliquota a cui verranno sottoposti i redditi determinati in maniera forfettaria è del 15%. Sostanzialmente si tratterebbe di un’estensione del regime forfettario ed è per questo che nel proseguire della trattazione faremo riferimento a tale regime come sinonimo del termine Flat Tax.

In base a quanto emerge dalla nota di aggiornamento al Def, la volontà di voler estendere la Flat Tax ai percettori di redditi inferiori a 100.000 euro sponsorizzata da vari Ministri, non è attualmente contemplata ma nei giorni scorsi si è detto che per tale ulteriore step sarà necessario aspettare il via libera dell’Unione Europea; le ragioni risiedono sicuramente nel dovere ricevere l’autorizzazione per poter estendere ad una platea molto più ampia l’esonero da tutto ciò che concerne l’Iva. Qualora però dovesse arrivare tale autorizzazione, i ricavi delle partite Iva superiori a 65.000 euro ed inferiori a 100.000 euro potrebbero essere tassati con aliquota marginale al 20% a partire dal 2020 o dal 2021.

Oltre all’innalzamento della soglia dei ricavi, i cambiamenti allo studio consistono nell’ innalzamento delle spese per il personale e per beni strumentali a cui si applica il regime dei minimi, beneficiando così una platea più ampia di artigiani, piccoli imprenditori e professionisti. Attualmente tali soglie sono di:

  • 5.000 euro per le spese di eventuale personale dipendente e
  • 20.000 euro per l’acquisto di beni strumentali

e rappresentano un limite per poter usufruire del regime forfettario. Ciò significa che quei soggetti che hanno ricavi nei limiti ma costi superiori per spese di personale o acquisto di beni strumentali non potevano, fino ad oggi, usufruire del regime agevolato.

Attualmente inoltre i limiti di reddito previsti per i contribuenti minori, c.d. forfettari, sono differenti a seconda dell’attività esercitata e differenti sono le rispettive percentuali di forfettizzazione. Dalla tabella seguente è possibile percepire le differenze a seconda del Codice Ateco dell’attività esercitata.

Codice attività Ateco 2007 Settore Limite compensi Coeff. redditività
(10- 1) Industrie alimentari e delle bevande 45.000 40%
45- (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9 Commercio all'ingrosso e al dettaglio 50.000 40%
47.81 Commercio ambulante e di prodotti alimentari e bevande 40.000 40%
47.82 – 47.89 Commercio ambulante di altri prodotti 30.000 54%
(41- 42- 43) – (68) Costruzioni e attività immobiliari 25.000 86%
46.1 Intermediario del commercio 25.000 62%
(55- 56) Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione 50.000 40%
(64- 65- 66) – (69- 70- 71- 72- 73- 74- 75) – (85) – (86- 87- 88)  Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi 30.000 78%
(01-02-03)-(05-06-07-08-09)-(12-13-14-15-16-17-18-19-20-21-22-23-24-25-26-27-28-29-30-31-32-33)-(35)-(36-37-38-39)-(49-50-51-52-53)-(58-59-60-61-62-63)-(77-78-79-80-81-82)-(84)-(90-91-92-93)-(994-95-96)-(97-98)-(99) Altre attività economiche 30.000 67%

 

Cerchiamo di capire quindi con un esempio come funziona attualmente il calcolo dell’imposta forfettaria

Tipologia di attività Limite ricavi percepiti Coeff. di redditività Reddito forfettario Imposta (aliquota 15%)
Venditore ambulante di alimenti e bevande 40.000 € 40% 16.000 2.400
Avvocato 30.000 € 78% 23.400 3.510

 

Flat Tax 2019: esempi di calcolo

Nel caso in cui invece si concretizzi quanto espresso dal Governo nella Nota di aggiornamento al Def, così come scritta, il limite di ricavi verrà innalzato per tutti i possessori di partita Iva, indipendentemente dall’attività svolta, a 65.0000 euro; resterebbero però invariati i coefficienti di redditività collegati ai vari codici attività ma cerchiamo di chiarire il concetto con un esempio.

Tipologia di attività Limite ricavi percepiti Coeff. di redditività Reddito forfettario Imposta (aliquota 15%)
Venditore ambulante di alimenti e bevande 65.000 € 40% 26.000 3.900 €
Avvocato 65.000 € 78% 50.700 7.605 €

 

In realtà dal reddito forfettario possono poi essere sottratti i contributi previdenziali versati nell’anno ed eventuali perdite pregresse, quindi le imposte calcolate nell’esempio dovrebbero ridursi ancora. 

Tipologia di attività Reddito forfettario Contributi previdenziali Reddito soggetto ad imposta sostitutiva Imposta (aliquota 15%)
Venditore ambulante di alimenti e bevande 26.000 € 15.600 10.400 1.560
Avvocato 50.700 € 9.425 41.275 6.191

 

Cerchiamo di confrontare adesso la diversa imposizione a cui sarebbe soggetto un avvocato se sottoponesse il suo reddito di lavoro autonomo ad Irpef o alla Flat tax supponendo che:

  • abbia percepito 65.000 euro di ricavi
  • abbia costi pari al 22% delle somme percepite (in questo modo presumiamo che i costi riconosciuti dal sistema forfettario siano pari a quelli realmente sostenuti)
  • abbia versato contributi previdenziali pari a 9.425 euro.
  Irpef ordinaria Flat Tax
Base imponibile 41.275 41.275
Imposta 12.005 6.191

 

È necessario però ricordare che questi 5.814 euro di differenza potrebbero essere abbattuti nel contesto Irpef qualora il soggetto abbia dei costi molto più elevati del 22% supposto, oppure qualora abbia detrazioni pari allo stesso importo; nell’ambito del regime forfettario infatti, qualora il soggetto possegga solo il reddito da lavoro autonomo, assoggettandolo a tassazione sostitutiva (quella prevista per la flat tax) perde il diritto a qualsiasi tipologia di detrazione come ad esempio le detrazioni collegate al risparmio energetico, alle spese mediche o alla prima casa. È necessario quindi valutare attentamente ogni singola situazione.

In materia IVA invece, i soggetti forfettari e quindi, in base a quanto esposto nella Nota di aggiornamento de Def anche coloro i quali saranno assoggettati alla Flat Tax, saranno esonerati dall’ applicare l’Iva in fattura e quindi da tutti gli adempimenti che ne conseguono.

Irpef: come cambierà la tassazione per le persone fisiche

Per quanto riguarda le persone fisiche e la tassazione Irpef ordinaria, si passerà inizialmente dalle attuali cinque aliquote a tre aliquote e quindi a due a partire dal 2021. Il livello delle aliquote verrà gradualmente ridotto, fino ad arrivare ad un’unica aliquota del 23 % per i redditi fino a 75 mila euro e del 33 % sopra a tale livello entro la fine della legislatura e quindi, se tutto va bene, entro il 2022.

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