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Regime fiscale degli utili distribuiti a società semplici: modifiche dal 2020

6 Dicembre 2019 in Rassegna Stampa
Fonte: Fisco e Tasse

Il decreto fiscale collegato alla Legge di bilancio 2020 è in corso di approvazione in questi giorni, proprio ieri il testo è stato approvato con la mozione di fiducia alla Camera per poi passare al Senato e terminare l'iter parlamentare i prossimi giorni.

Uno degli articoli introdotti in sede di conversione, l'articolo 32-quater chiarisce il regime fiscali dei dividendi corrisposti alle società semplici, introducendo il principio di tassazione per trasparenza in capo ai soci. Di conseguenza il regime fiscale applicabile a tali dividendi segue la natura giuridica dei soci stessi, variando a seconda che si tratti di

  • persone fisiche,
  • titolari di reddito d’impresa
  • soggetti IRES.

Si ricorda che le società semplici soggiacciono a specifiche regole sulla tassazione del proprio reddito: i redditi delle società semplici residenti nel territorio dello Stato sono imputati a ciascun socio, indipendentemente dalla percezione, proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili.
Le regole di determinazione del reddito per le società semplici, che non possono esercitare attività di tipo commerciale, sono analoghe a quelle delle persone fisiche.
La legge di bilancio 2018 ha apportato modifiche al regime impositivo dei redditi di natura finanziaria conseguiti da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio d’impresa, derivanti dal possesso e dalla cessione di partecipazioni qualificate allineando il regime fiscale applicabile ai redditi da partecipazioni qualificate  a quello previsto per le partecipazioni non qualificate, con l’applicazione della ritenuta a titolo di imposta o dell’imposta sostitutiva al 26 per cento.

L'articolo 32-quater in commento chiarisce il regime dei dividendi percepiti dalle società semplici, che si intendono percepiti per trasparenza dai rispettivi soci e, cioè, in capo ai soci stessi. Si prevede dunque un trattamento fiscale differenziato degli utili che sono distribuiti alle società semplici – in qualsiasi forma e sotto qualsiasi denominazione – anche per somme o beni ricevuti dai soci in caso di recesso, di esclusione, di riscatto e di riduzione del capitale esuberante o di liquidazione anche concorsuale – dalle società ed agli enti IRES residenti in Italia, secondo la provenienza. Di conseguenza:

  • con riferimento alla quota di dividendi che è imputabile ai soggetti IRES, tenuti all’applicazione dell’art. 89 del TUIR (che disciplina il trattamento fiscale dei dividendi per tali soggetti), i dividendi corrisposti alla società semplice sono esclusi dalla formazione del reddito complessivo per il 95 per cento del loro ammontare;
  • per la quota imputabile a soggetti titolari di reddito d’impresa, tenuti all’applicazione dell’articolo 59 TUIR (che disciplina il trattamento degli utili con riferimento al reddito d’impresa), i dividendi corrisposti alle società semplici sono esclusi dalla formazione del reddito complessivo, nella misura del 41,86 per cento del loro ammontare, nell'esercizio in cui sono percepiti;
  • per la quota imputabile alle persone fisiche residenti in relazione a partecipazioni, qualificate e non qualificate, non relative all’impresa (ai sensi dell’articolo 65 del TUIR) i dividendi sono soggetti a tassazione con applicazione di una ritenuta d’imposta, nella misura del 26 per cento.

In sostanza si applica a modalità di tassazione che sarebbe operativa secondo la natura del soggetto colpito, anche ove non vi fosse il tramite della società. Per approfondimenti si rimanda alla lettura dell'articolo I dividendi e le plusvalenze nella società semplice.
 

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