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Art-bonus 2018 2019: l’Agenzia delle Entrate fornisce alcuni chiarimenti

9 ottobre 2018 in Rassegna Stampa
Fonte: Fisco e Tasse

Chiarimenti sull'art bonus sono stati forniti dall'Agenzia delle Entrate con due distinti documenti di prassi:

Il primo documento di prassi chiarisce il caso di un'associazione non riconosciuta che opera senza scopo di lucro nel settore della cultura musicale, organizzando manifestazioni culturali, concerti e rassegne per i quali riceve erogazioni liberali da enti pubblici territoriali, da enti privati e persone fisiche. Nel chiedere se tali soggetti possano beneficiare dell’agevolazione art-bonus, l’istante sottolinea che la norma impone ai beneficiari delle erogazioni liberali di dare evidenza di quanto ricevuto anche attraverso un apposito portale gestito dal Ministero dei beni e delle attività culturali ma di non essere riuscito a registrarsi quale “ente beneficiario” sull’apposito sito ufficiale dal momento che permette la registrazione ai soli enti già finanziati dal Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS). 

Il secondo documento di prassi affronta il caso di un’associazione culturale con personalità giuridica privata avente ad oggetto il miglioramento della condizione del patrimonio culturale e storico-artistico pertinente il territorio regionale per il quale ottiene fondi attraverso le contribuzioni volontarie degli associati ed eventualmente di terzi. Ciò posto, l’istante chiede di conoscere se i finanziamenti che intende raccogliere per sostenere l’intervento in questione sotto forma di erogazioniliberali effettuate da mecenati possano beneficiare della agevolazione artbonus. 

Nel rispondere ai due quesiti, l'Agenzia delle Entrate ha ricordato che l'agevolazione art-bonus consiste in un credito d'imposta al 65% delle erogazioni effettuate in denaro da persone fisiche, enti non commerciali e soggetti titolari di reddito d’impresa per “interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, per il sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione, delle istituzioni concertisticoorchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione e per la realizzazione di nuove strutture, il restauro e il potenziamento di quelle esistenti di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo (…)”. In sostanza, il credito d’imposta spetta per le erogazioni liberali effettuate in denaro per i seguenti scopi:

  • interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;
  • sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, delle fondazioni lirico sinfoniche e dei teatri di tradizione, delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione;
  • realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo;
  • realizzazione di interventi di restauro, protezione e manutenzione di beni culturali pubblici qualora vi siano soggetti concessionari o affidatari del bene stesso.

Per quanto riguarda la risposta 18/2018, l'Agenzia e il MIBAC (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) interpellato appositamente hanno precisato che l’agevolazione potrà essere riconosciuta esclusivamente ai soggetti pubblici e privati organizzatori di festival in possesso dei requisiti previsti dal decreto del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo 27 luglio 2017”. Nel caso di specie l’Associazione in oggetto non risulta rientrare nelle categorie previste dalla citata legge n. 175 del 2017 e, pertanto, le erogazioni liberali destinate al sostegno delle attività della medesima non sono ammissibili al beneficio fiscale in questione.

Per quanto riguarda la risposta 20/2018, come rilevato dal MIBAC, l’interpellante associazione culturale senza scopo di lucro si è impegnata in forza di una Convenzione stipulata con un ente consortile pubblico a svolgere le attività di committenza e a sostenere gli oneri per la realizzazione di un intervento di restauro e manutenzione. Nel caso di specie, le erogazioni liberali in denaro effettuate in favore dell’Associazione per la realizzazione del progetto di restauro e manutenzione possono essere ammesse al beneficio in esame. Si precisa, inoltre, che l’affidatario destinatario delle erogazioni agevolabili è vincolato all’utilizzo delle somme ricevute per le finalità e con le modalità stabilite nella citata Convenzione per l’esecuzione del progetto così come approvato dalla Soprintendenza e che, in ogni caso, le donazioni dovranno avere quale causale del versamento l’esplicito riferimento agli interventi in oggetto. 

 

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